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RICORDO – CON UN RAMMARICO – DI RENATO BALLARDINI -di Nicola Zoller Partigiano e deputato del PSI per cinque legislature fino al 1979, Renato Ballardini è nella nostra storia una figura impegnata e brillante, con un’azione importante - per cui andrà sempre ringraziato e ricordato - a favore dei diritti civili e sociali svolta alla Camera nella Commissione Affari Costituzionali, poi nella Commissione Istruzione e in quella del Lavoro. Fu anche decisiva la sua partecipazione alla Commissione dei Diciannove per risolvere la questione sudtirolese. È risultato rilevante anche il suo lavoro al Parlamento europeo, di cui divenne Vicepresidente. Infine non saremo in pace con la verità se non confermassimo la pura realtà dei fatti sulla sua dolorosa uscita del PSI nel 1981, di cui ancora riferiscono le cronache odierne e che ci costringono a una breve precisazione. Dopo i cinque citati mandati parlamentari per il partito, l’ultimo suo atto interno è quello di una lettera a Craxi del 3 agosto 1981, in cui si dichiarava “ben lieto di diventare Giudice costituzionale su designazione del partito”; due mesi dopo - il 7 ottobre 1981 - appariva sul giornale Alto Adige il suo scritto intitolato “Perché lascio il PSI”. Il giornale La Repubblica del 4 ottobre 1981 scriveva testualmente di una “mini-scissione”, confermando che non ci fu una odiosa e autoritaria “espulsione” – come è stato vittimisticamente divulgato – ma appunto una vibrante autodecisione di “lasciare” il partito, dopo avervi militato nelle massime cariche per molti anni (chi vorrà potrà vedere questi documenti su www.socialistitrentini.it nella pagina iniziale alla voce “Renato Ballardini, perché ‘lascia il Psi’”). La storia, anche minore, del socialismo è variegata e di questa storia – anche di quella più grande – Ballardini resterà sempre parte e… controparte. Con un rammarico: se fosse restato nel PSI, lui avrebbe potuto contribuire alla importante esperienza di governo dei socialisti trentini, che grazie alla guida di Walter Micheli tra il 1985 e il 1993 diedero speranza e concretezza ai propositi riformisti, di cui si sente il grande bisogno ancor oggi. torna in alto |